Piacenza, Parma, Ravenna e Cesenatico. Il terremoto politico all’interno di Forza Italia investe l’intera Emilia Romagna.
Tutti unanimi a sfiduciare il coordinamento regionale del partito, ritenuto “inadeguato” e per questo “al più presto deve essere rinnovato in quanto non sussiste più alcuna fiducia fra la persona del coordinatore e la maggioranza dei militanti della regione”.
“In particolare la Romagna è stata abbandonata a se stessa, senza un raccordo politico su temi fondamentali quali Ausl Romagna, “provincione” e temi fondamentali per il futuro della Romagna stessa – spiegano i vertici ravennati azzurri – I dirigenti, gli eletti e i militanti di Forza Italia della provincia di Ravenna dichiarano di non riconoscere più l’autorità del coordinatore regionale Massimo Palmizio né della sua vice-coordinatrice assistente parlamentare. Significa che qualunque nomina, provvedimento o attività che verrà promossa o intrapresa da tale duo, per quanto riguarda la Provincia di Ravenna sarà considerata come carta straccia”.
“Abbiamo più volte chiesto a gran voce un moto di democrazia interna che desse a Forza Italia quel respiro di innovazione che gli elettori, anche punendoci elettoralmente, da tempo chiedono – continuano i vertici ravennati – La risposta del coordinatore regionale è stata solo quella di dividere, mettere zizzania, punire i coordinatori inizialmente nominati da lui ma troppo autonomi nominandone altri che gli rispondessero come soldati, pena la loro defenestrazione. A questo punto abbiamo deciso di dare una notizia al coordinatore regionale, una notizia che parte da Ravenna, e che arriva anche da altre province, a partire da quella di Forlì-Cesena dove a Cesenatico è andato in scena il suicidio di Forza Italia per mano dell’emanazione locale del duo sopracitato, o come nel caso di Ferrara, dove nel comune di Cento, pur di non far eleggere sindaco il forzista storico Fabrizio Toselli, Massimo Palmizio ha deciso di appoggiare il candidato della Lega”.
Un ritornello che nelle scorse settimane si è ripetuto anche a Cesenatico (clicca qui per leggere l’articolo), infatti le dichiarazioni ravennati sono state sottoscritte anche da Marco Casali, capogruppo consiliare a Cesena e appena defenestrato come responsabile provinciale di Cesena dallo stesso Palmizio e Lina Amorino ex assessore al bilancio della Giunta Buda di Cesenatico e campionessa di preferenze nella lista civica che sosteneva la riconferma di Buda.