Il report settimanale della cabina di regia del governo oggi confermerà l’Emilia Romagna in zona rossa. Considerato che per passare in fascia arancione bisogna averne i parametri per due settimane, questo significa che un’ipotesi di apertura non si avrà prima del 13 aprile, anche se è molto più probabile che si vada al 20.
Questo perlomeno dicono i numeri che registrano nella nostra regione un indice Rt in rincuorante diminuzione (0,90 ieri), ma un’incidenza dei casi ogni 100 mila abitanti ancora oltre i 250 contagiati (la soglia che decreta la zona rossa) e, soprattutto, una pressione sugli ospedali ancora troppo forte.

Per altro, lo screening periodico dell’Ecdc, il Centro europeo per la prevenzione e il controllo, nella sua mappa del rischio aggiornata, ha addirittura inserito l’Emilia-Romagna tra le Regioni in “rosso scuro”, ovvero quelle dove l’incidenza dei casi, negli ultimi 14 giorni analizzati, è superiore ai 500 casi ogni 100 mila abitanti. Insomma, i dati collocano la nostra regione tra i territori a più alto rischio pandemico e questo – al di là delle disposizioni nazionali – rallenterà inevitabilmente la fase della ripartenza.
Con la campagna vaccinale che da noi prosegue tutto sommato a buoni ritmi (si va verso il milione di dosi somministrate) la situazione sembra tuttavia in confortante miglioramento, anche se una parte di istituzioni sanitarie si è detta “molto preoccupata” per il ritorno in classe, dopo Pasqua, di milioni di studenti.
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