Dopo il voto delle elezioni politiche del 25 settembre sono subito partiti gli incontri tra i partiti della neo maggioranza per la composizione del nuovo governo.
“Il nostro auspicio è che venga premiata la competenza: spesso il Ministero dell’Agricoltura è stato usato come una moneta di scambio per riequilibrare i rapporti di forza tra i vari partiti – afferma Carlo Carli, presidente di Confagricoltura Forlì-Cesena e Rimini– Ma il Mipaaf è un dicastero chiave per la sicurezza alimentare del Paese, lo abbiamo visto negli ultimi anni dove anche l’opinione pubblica si è finalmente resa conto del ruolo degli agricoltori e della produzione agricola”.
“Ci aspettiamo – aggiumge – dunque che il nuovo inquilino di via XX Settembre sia una persona che conosca il settore primario, le sue dinamiche, i suoi problemi e che possa quindi lavorare sin da subito per traghettare, insieme alle aziende, l’agricoltura fuori dalle secche. Muoversi in uno scenario complicato come quello attuale non è facile, proprio per questo ci piacerebbe avere al Ministero delle Politiche Agricole, anche come viceministri o sottosegretari, politici espressione di territori dall’elevata vocazione agricola come la nostra Romagna”.
“Non è una questione di campanili, ma di dare una rappresentanza ad un territorio che esprime tradizione e innovazione in campo agricolo e che può diventare un riferimento per tutta la nazione – argomenta Carli– Chi ha maturato esperienza politica e amministrativa in una terra come la nostra, conosce le tante filiere produttive presenti: dall’ortofrutta alla zootecnia, dalla filiera vitivinicola all’olivicola. Ma la Romagna è anche terra di ricerca in ambito agricolo, e qui sono riposte le speranze per rispondere alle sfide del futuro, a partire da quelle dettate dai cambiamenti climatici. Ricerca che viene valorizzata dal comparto sementiero, dai vivai, dai produttori dei mezzi tecnici, meccanici e tecnologici. In Romagna l’agricoltura è rappresentata a tutto tondo, fino ad arrivare alla trasformazione agroindustriale – conclude Carlo Carli – ecco perché dopo tanti anni sarebbe per noi strategico avere un rappresentante del nostro territorio al Mipaaf“.
Le riduzioni per il riscaldamento, previste dal decreto del Mite, hanno delle esenzioni: in particolare, “non si applicano agli edifici adibiti a luoghi di cura, scuole materne e asili nido, piscine, saune e assimilabili e agli edifici adibiti ad attività industriali, artigianali e simili per i quali le autorità comunali abbiano già concesso deroghe ai limiti di temperatura dell’aria, oltre che agli edifici che sono dotati di impianti alimentati prevalentemente a energie rinnovabili”, fa sapere il ministero della Transizione ecologica.