L’estate 2024 é salva. Nel senso che gli operatori balneari potranno gestire, come sempre, il loro stabilimento. Sembra una precisazione pleonastica e, invece, non lo é perché – in teoria – se ci fossero stati i tempi tecnici disponibili, il Comune di Cesenatico avrebbe avuto la facoltà di mettere tutte le concessioni all’asta entro maggio. Lo ha ribadito, nei giorni scorsi, anche la sentenza del Consiglio di Stato che, sconfessando la tesi del Governo (“in Italia la spiaggia é una risorsa scarsa”), ha di fatto smantellato sul nascere la tesi dell’Esecutivo che, su questo teorema, aveva impostato tutte le sue ragioni. 

spiaggia

A venire in soccorso dei bagnini é il sindaco Gozzoli che, questa mattina sul Carlino, ha confermato che “i tempi tecnici per le gare non ci sono” e che dunque “é impossibile preparare i bandi prima dell’estate”. Tradotto: l’estate 2024 é salva ma per il futuro ci sono scenari apocalittici. Perché il Governo Meloni, che qualche parolina di rassicurazione l’aveva data ai balneari, non sembra avere argomenti convincenti per far cambiare idea all’Europa. E dunque, anche se sembra difficile da credere, da ottobre in poi potremmo assistere alla più grande rivoluzione economica della storia del nostro sistema turistico.

Per il momento, dunque, bisogna accontentarsi del presente: gli stabilimenti balneari  di Cesenatico non andranno a gara prima dell’estate e quest’anno saranno gli attuali concessionari a gestirli. Ma, con queste scenari, non sarà una stagione facile.

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