“Stiamo indagando a 360 gradi e, al momento, tutte le piste sono aperte: non escludiamo nemmeno un possibile movente di matrice terroristica”. Con queste parole, il procuratore capo di Rimini, Elisabetta Melotti, ha fatto il punto della situazione durante una conferenza stampa convocata dopo i tragici eventi della notte di Capodanno a Villa Verucchio, come riporta Rimini to Day.

Un 23enne di origini egiziane ha accoltellato cinque persone prima di essere ucciso da un carabiniere che gli ha sparato con l’arma d’ordinanza.

Il giovane è stato identificato nella tarda mattinata di oggi (mercoledì 1° gennaio). Si tratta di un giovane nordafricano giunto in Italia nel 2022 con una richiesta di protezione internazionale. Inserito in un progetto ministeriale, era stato accolto da una cooperativa sociale di Villa Verucchio, che gli aveva fornito un alloggio e un lavoro che gli garantiva un piccolo reddito. Stando alle ricostruzioni, il 23enne, dopo aver ferito due 18enni, una ragazza e una coppia di anziani turisti romani, è stato fermato dal comandante della Stazione dei carabinieri, intervenuto sul posto.

carabinieri colonie

Il luogotenente, come documentato da un video ripreso dai presenti, ha ordinato all’uomo, armato di un coltello con una lama di 22 centimetri, di gettarlo a terra. Tuttavia, l’aggressore ha iniziato a urlare frasi in arabo e ha avanzato minacciosamente verso il militare brandendo l’arma. A quel punto, il maresciallo ha estratto la pistola di ordinanza, esplodendo quattro colpi a terra nel tentativo di dissuaderlo. Nonostante questo, il 23enne ha continuato ad avanzare, costringendo il militare a sparare ulteriori otto colpi, colpendolo al corpo.

Il militare è stato formalmente iscritto nel registro degli indagati con l’ipotesi di reato di eccesso colposo di legittima difesa. Come spiegato dal procuratore capo, si tratta di un atto necessario per consentire una ricostruzione accurata della dinamica degli eventi. Dalle prime verifiche è emerso che il carabiniere avrebbe rispettato le procedure di questi casi.

Tra 31 dicembre e il 1° gennaio, le indagini condotte dai carabinieri hanno rivelato che il 23enne egiziano, durante le aggressioni, aveva con sé un Corano e un rosario arabo. Successivamente, una perquisizione nell’appartamento che condivideva con altri stranieri ha portato al ritrovamento di un tappeto da preghiera. Attualmente, sono in corso ulteriori accertamenti per verificare eventuali collegamenti con il terrorismo internazionale.

Fortunatamente tutti e cinque i feriti, quattro ricoverati al Bufalini di Cesena e uno all’Infermi di Rimini, non sono in pericolo di vita.

Anna Budini

Anna Budini

Anna Budini scopre il mondo del giornalismo nel 2004 nella redazione de La Voce di Romagna. Ha poi l'occasione di passare ai settimanali nazionali, inizia così a scrivere per Visto, ma nonostante la firma sul nazionale, scopre che la sua grande passione è la cronaca locale. Dal 2016 ha iniziato a scrivere per il Corriere della Sera di Bologna.

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