
A dimostrare il prestigio dell’Hotel Pino ci sono delle cartoline che lo descrivono in attività. Una veranda esterna perfettamente apparecchiata in cui nulla è fuori posto e in cui l’ordine regna sovrano. Questo era il biglietto da visita di una Cesenatico da Dolce Vita che aveva nell’hotel di via Anita Garibaldi un elemento di attrazione e di stile.

Dopo la chiusura e le vicissitudini finanziarie dei proprietari succedutisi, la situazione è sotto gli occhi di tutti. Un momento da dimenticare risale a diversi anni or sono quando la depandance, il villino liberty che fa angolo, fu chiusa per motivi igienici. Troppi i piccioni che vi abitavano. Questo era e probabilmente è l’Hotel Pino oggi: una colombaia.

Le foto degli interni, sotto la coltre ti polvere che “addobba” le vetrate mostrano una situazione di un edificio fatiscente in cui il tempo di è fermato. Le sedie sono ancora accatastate una sull’altra in ordine e è possibile intuire come la struttura poteva mostrarsi agli ospiti.
Durante un vecchio sopralluogo di anni fa fu possibile notare le vecchie cabine del telefono con i cumuli di pagine gialle e un cartello affisso in cucina. In un contesto di desolazione e polvere, con i piccioni che tubavano ai piani superiori, il cartello recitava l’obbligo di presentarsi con la barba fatta, cravatta e abiti in ordine.