Torna la protesta dei trattori, ma con una nuova regia. Il 28 gennaio coltivatori, artigiani, allevatori e, new entry, pescatori si uniranno in più presidi sparsi per il territorio. I più vicini sono a Pievesestina a Cesena e al porto di Ravenna. Ma per la mattinata del 2 febbraio è stata organizzata una sfilata di trattori con capolinea il presidio sul porto di Cesenatico, in zona mercato ittico.
A tirare le fila è il movimento Coapi, nato da un anno. Un movimento che, a detta del cesenaticense Nevio Torresi, pescatore di lungo corso, è apartitico e autonomo. Nevio è il rappresentante nazionale per il settore pesca del movimento Coapi.

«Il nostro scopo – ha aggiunto Nevio – è quello di chiedere lo stato di crisi sociale, economica, ambientale e alimentare. Siamo in sofferenza; le aziende della pesca si sono dimezzate (qui un nostro articolo di qualche settimana fa), si preferiscono i prodotti d’importazione e il mare? Tra pozzi, campi eolici in divenire, tubature e rigassificatore ce lo stanno portando via tutto. La nostra – sottolinea Nevio – è una manifestazione per incontrare il favore dell’opinione pubblica affinché si possa ottenere una riforma dell’agricoltura e della pesca».

La volontà del movimento è quella di far proseguire i presidi anche nottetempo allietando chi resta con cibo locale e anche pesce. Secondo quanto riferito un gruppo di pescatori di Cesenatico parteciperà ai presidi di Pievesestina ed eventualmente anche di Ravenna.
Va chiarito che questa manifestazione prende le distanze da quella di qualche anno fa organizzata da un gruppo di “marinai d’Italia” che voleva impedire l’uscita in mare dei pescherecci. Quest’ultima toccò anche Cesenatico e non mancarono le scintille.