Arrivato l’epilogo sui fatti dello scorso lunedì avvenuti nella palestra Carim di Rimini e che hanno raggiunto tutta Italia attraverso un video postato su Facebook.
La Questora di Rimini, Olimpia Abbate, ha infatti disposto per la “madre- tifosa”, che ha urlato dagli spalti “sei una scimmia” ad una giovane giocatrice di basket, un Daspo di due anni: in sostanza, non potrà assistere ad alcuna manifestazione sportiva.
Esito diametralmente opposto per la giovane atleta residente a Santarcangelo di Romagna: il giudice sportivo della Fip dell’Emilia Romagna, infatti, ha deciso che fosse sufficiente una “deplorazione”. Alla diciassettenne, che aveva lasciato il parquet per dirigersi verso la tribuna per raggiungere la tifosa, è stata dunque riconosciuta l’attenuante di aver reagito di fronte ad una grave offesa senza dubbi discriminatoria e razzista.
Il giudice sportivo ha altresì disposto per la Nuova Virtus Cesena 3 turni a porte chiuse, per via del comportamento discriminatorio della sua sostenitrice.

Un epilogo, prima ancora che arrivasse dagli organi competenti, invocato nel complesso sulla rete e fuori.
La Nuova Virtus Cesena aveva, infatti, espresso vicinanza alla giovane giocatrice e preso le distanze dal comportamento della donna attraverso una lettera pubblicata sul proprio sito. Ivana Donedel e Mara Fullin, le due leggende della palla a spicchi italiana e oggi ai vertici della società cesenate, hanno altrettanto fatto sapere alla donna di non essere presenza gradita e di evitare la partecipazione a qualsiasi evento legato alla squadra.
In attesa di conoscere l’esito delle indagini aperte sul caso dalla Procura Federale della Fip, le due formazioni che militano nel campionato femminile di Serie B, avranno l’occasione di voltare pagina e scriverne una nuova.
La squadra riminese a quota 22 punti si sfiderà con quella cesenate a quota 20 sul parquet della Nuova Virtus e, nell’occasione, i due club hanno accordato con le giocatrici di scendere in campo indossando una maglia con la scritta “No al razzismo”.
La chiusura di una vicenda definita dal Presidente della Fip Gianni Petrucci, “vergognosa e incommentabile”, con la speranza di non doverne più leggere e scrivere.