Previsto l’aumento dell’addizionale Irpef per i redditi superiori a 28mila euro, accompagnato da una riforma del sistema dei ticket sanitari, che include l’estensione dei ticket anche ai farmaci. Dal 2026, inoltre, è programmato un incremento del 10% del bollo auto e dell’Irap, l’imposta regionale sulle attività produttive. Sono queste le misure inserite nella proposta di bilancio 2025 presentata dalla giunta regionale dell’Emilia Romana. “Si tratta di una sorta di tassa di scopo – spiega il governatore Michele de Pascale – destinata a garantire la tenuta e il rafforzamento del sistema sanitario regionale, nonostante i tagli imposti dal Governo centrale, colmando un disavanzo di circa 200 milioni di euro e potenziando, nel triennio, il fondo per la non autosufficienza con un incremento di circa 150 milioni”.

Un rafforzamento straordinario del Fondo per la non autosufficienza, un sostegno deciso al trasporto pubblico locale e il raddoppio delle risorse destinate alla manutenzione di corsi d’acqua, litorali e aree franose. Inoltre, stanziamenti significativi per il Fondo affitti e per la valorizzazione del patrimonio di edilizia residenziale pubblica, insieme a interventi mirati per i servizi educativi e l’inclusione scolastica.

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Le linee guida del bilancio di previsione 2025-2027.

Sono gli obiettivi principali del bilancio di previsione 2025-27, illustrato dall’amministrazione regionale in questi giorni a organizzazioni sindacali, associazioni di categoria e funzionari pubblici, e presentato in conferenza stampa dal presidente, Michele de Pascale, e dagli assessori Davide Baruffi (Bilancio) e Massimo Fabi (Sanità). Una manovra, la prima della nuova legislatura, che definisce le priorità del mandato e si colloca in un contesto geopolitico generale di grande complessità, segnato dall’incertezza dello scenario economico stagnante e da un quadro di finanza pubblica fortemente limitato dal nuovo Patto di stabilità europeo. Inoltre, aumenta la pressione da parte del Governo centrale verso gli Enti locali, che richiederà nei media circa 100 milioni di euro all’anno alla Regione per riequilibrare la finanza pubblica nazionale.

Aumento delle entrate e misure fiscali

A regime, la manovra produrrà un aumento delle entrate di circa 400 milioni di euro, agendo sulle leve fiscali a disposizione della Regione: l’addizionale regionale Irpef, i ticket sanitari, l’Irap e il bollo auto (quest’ultimo solo dal 2026). Gli aumenti, tuttavia, saranno modulati in base al reddito di cittadini e famiglie, con l’obiettivo di tutelare le fasce più deboli.

L’ impegno per la sanità pubblica

“Quella che presentiamo è una delle manovre più ingenti a sostegno della sanità pubblica nella storia di questa Regione – sottolinea il presidente De Pascale – avendo constatato che il bilancio 2024 della nostra sanità si chiuderà con 200 milioni di disavanzo a causa dei mancati trasferimenti del fondo sanitario nazionale, si rende necessario un contributo straordinario per salvaguardare il diritto alla salute degli emiliano-romagnoli”.

Tuttavia, assicura De Pascale, “questa Regione non farà passi indietro” e continuerà a fare tutto il possibile per proteggere e migliorare il proprio sistema sanitario regionale. Come dimostrano i dati sulla mobilità sanitaria, non siamo noi chiamati a ridurre la nostra offerta, ma è il sistema nazionale a doverla incrementare”.

Inoltre, prosegue il presidente della Regione, “prevediamo un aumento del Fondo per la non autosufficienza di 150 milioni nel triennio: vogliamo prenderci cura, come comunità, della nostra componente più fragile, come gli anziani non autosufficienti e le persone con disabilità”.

michele de pascale

Scelte difficili ma necessarie

“Modificare le leve fiscali non è una decisione che prendiamo a cuor leggero – conclude De Pascale – ne comprendiamo l’impatto e il sacrificio per famiglie e cittadini: per questo ne abbiamo parametrato il più possibile l’effetto in base al reddito, cercando di salvaguardare i redditi più bassi. Ma credo sia un dovere di chi governa e amministra saper prendere scelte coraggiose per difendere diritti e valori in cui crediamo e su cui si fonda la storia dell’Emilia-Romagna”.

Obiettivi principali di intervento

Al primo posto rimane la tutela della sanità pubblica: da un lato, proseguendo nella disputa aperta con il Governo per un adeguato sostegno finanziario al Servizio sanitario, dall’altro, avviando una riforma del sistema regionale che si concentri sulla prevenzione, l’organizzazione dell’offerta e la gestione di una domanda sanitaria sempre più appropriata, riducendo sprechi economici e di tempo.

A ciò si aggiunge un finanziamento senza precedenti del Fondo per la Non Autosufficienza: +85 milioni già nel 2025, altri 25 milioni in più nel 2026 e nel 2027, per una crescita triennale di 135 milioni di euro. Risorse necessarie, dato che le persone non autosufficienti in Emilia-Romagna oggi sono 220mila e nei prossimi 20 anni potrebbero diventare quasi 370mila. Già oggi l’Emilia-Romagna è la regione con il Fondo più alto di tutta Italia: nel 2025 toccherà quasi i 570 milioni di euro.

Per quanto riguarda la messa in sicurezza del territorio, viene raddoppiata la quota destinata alla manutenzione di fiumi, costa e frane, che passa da circa 24 a 50 milioni l’anno già dal 2025.

Trasporto pubblico locale

Trasporto pubblico locale: dal 2025 si prevede uno stanziamento più alto di 15 milioni di euro, con un aumento progressivo nel corso del triennio, che cerca di ovviare al sottofinanziamento endemico del sistema, che sta generando criticità enormi alle aziende, ai territori e ai cittadini.

Inoltre, già dal prossimo bilancio preventivo verranno stanziati 9 milioni di euro per il fondo per l’affitto e altri 30 milioni nel prossimo triennio per implementare ed efficientare il patrimonio di edilizia residenziale pubblica.

Servizi educativi

Verranno potenziati anche i servizi educativi, per l’inclusione scolastica e la conciliazione vita-lavoro con un piano di abbattimento delle rette e delle liste d’attesa dei nidi 0-3 anni con un impiego ulteriore delle risorse Fse-Plus 2021-27. Garantiti anche maggiori contributi per i centri estivi e il sostegno all’inclusione degli studenti con disabilità.

Infine, una priorità del bilancio 2025-27 è il cofinanziamento dei programmi regionali dei fondi europei 2021-2027, quale leva di investimento e motore di sviluppo economico e sociale dell’intero territorio regionale. Si tratta di quasi 200 milioni di euro di risorse regionali che, insieme ai 77 milioni del Fondo sviluppo e coesione, permettono di utilizzare appieno le risorse europee (Fse plus, Fesr e Sviluppo rurale) e finanziare progetti per la buona occupazione e le competenze delle persone e l’inclusione sociale, la transizione ecologica e digitale delle imprese, la ricerca e innovazione, lo sviluppo dell’agricoltura e dell’agroalimentare e per il contrasto alle disparità territoriali, mettendo la montagna e le aree interne al centro delle politiche di sviluppo.

Le misure finanziarie

Dopo quasi 20 anni senza aumenti, verrà maggiorata l’addizionale regionale Irpef per il terzo e il quarto scaglione di reddito (28-50mila euro e sopra i 50mila), con un obiettivo di gettito di circa 200 milioni di euro.

Verranno rivisti i ticket per alcune prestazioni, in particolare quelle farmaceutiche, introducendo adeguate soglie di salvaguardia: l’obiettivo è di recuperare 50 milioni già dal 2025, che diventeranno 70 milioni a regime.

Riguardo all’Irap, l’aliquota base è oggi pari al 3,9% e verrà applicata una maggiorazione omogenea dello 0,3%, operativa dal 2026, con l’obiettivo di un gettito di circa 100 milioni.

Infine, verrà aumentato del 10% il bollo auto, in una regione – l’Emilia-Romagna – che non ha mai applicato alcuna maggiorazione alla tassa automobilistica: il gettito passerà da 500 a 550 milioni, a partire dal 2026.

Anna Budini

Anna Budini

Anna Budini scopre il mondo del giornalismo nel 2004 nella redazione de La Voce di Romagna. Ha poi l'occasione di passare ai settimanali nazionali, inizia così a scrivere per Visto, ma nonostante la firma sul nazionale, scopre che la sua grande passione è la cronaca locale. Dal 2016 ha iniziato a scrivere per il Corriere della Sera di Bologna.

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