Inaugurerà l’8 marzo alle ore 18.00 presso la Galleria Pescheria, la mostra “AVVICINARSI: Paesaggio inevitabile” degli artisti Edoardo Loi e Ricardo Aleodor Venturi.

La mostra, a cura di Lucia Camela e realizzata in dialogo con Giovanni Gaggia, è il risultato della vittoria del bando pubblico indetto dal Comune di Cesena per l’assegnazione dello spazio espositivo ad artisti che utilizzano linguaggi innovativi e nuove forme di sperimentazione artistica.

Promossa da Casa Sponge e realizzata in collaborazione con il Comune di Cesena, è inoltre patrocinata dalla Regione Emilia-Romagna e sostenuta da Confartigianato Federimpresa Cesena e da numerosi altri sponsor del territorio.

La mostra accoglie il pubblico offrendo una duplice lettura del paesaggio in cui fiume e territorio emergono come protagonisti: da un canto, Ricardo Aleodor Venturi con l’installazione CHICAGO BRIDGE (dal basso verso l’alto) e dall’altro,  Edoardo Loi con Il grande sogno intrecciano le loro visioni artistiche in un dialogo che si sviluppa negli spazi della Galleria con un’ampia selezione di installazioni e dipinti.

Loi lo fa esplorando il paesaggio attraverso uno sguardo intimo, radicato nella quotidianità domestica ritraendolo con realismo dagli interni di casa.

Venturi, invece, realizzando una serie di opere che nascono dal confronto con l’esperienza artigiana dell’Officina F.lli Amaducci.

La mostra è visitabile fino al 19 aprile nei seguenti orari:

● Venerdì: 16:00 – 19:00
● Sabato e domenica: 10:30 – 12:30 | 16:00 – 19:00
Nella giornata del 27 marzo, invece, dalle ore 16:00 alle 20:00, sarà organizzato in collaborazione con Confartigianato Federimpresa Cesena, un incontro dedicato al dialogo tra arte contemporanea e artigianato dal titolo “Forum Cesena Contemporanea – L’asse strategico fra Arte e Artigianato”.
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Gli artisti della mostra sono:

-Edoardo Loi, nato a Lugo (RA) nel 1993, vive e lavora a Rimini. Si è diplomato in Pittura all’Accademia di Belle Arti di Urbino nel 2020. Sviluppa una ricerca che unisce pittura e performance, esplorando la quotidianità attraverso uno sguardo intimo e fotografico. La sua arte si concentra sul paesaggio domestico, una riflessione nata durante il lockdown, in cui gli ambienti familiari diventano paesaggi da osservare e reinterpretare;

-Ricardo Aleodor Venturi (Pesaro, 1994). Dopo la Scuola del Libro, si è diplomato in pittura all’Accademia di Belle Arti di Urbino. La sua ricerca coinvolge diversi media, dall’incisione al disegno, dalla pittura alla scultura, fondendoli fino a far perdere loro ogni categoria. Instancabile spazzino del quotidiano, raccoglie e riflette su ogni rifiuto ponendosi come il custode utopico di ogni oggetto trovato e scartato.

Le dichiarazioni di Loi in merito alla mostra: “Paesaggio inevitabile” racchiude in sé l’idea di una distanza che, allo stesso tempo, invita a una riconciliazione con ciò che ci circonda. In questo processo si esplora il confine tra la nostra identità e il mondo esterno, indagando come questo limite si trasformi attraverso il continuo interscambio tra l’individuo e il suo ambiente.”

Seguono quelle di Aleodor Venturi: “Ci sono dialoghi dai quali non possiamo sottrarci: il paesaggio. Ci circonda e, nello stesso tempo, ci include. Noi siamo paesaggio. Soglia tra vedere e essere visti. Stare accanto al fiume ci mostra che le sue difficoltà sono le nostre. Arrivare al mare spalanca lo sguardo sull’orizzonte e crediamo ancora nei confini? Quando il fiume diventa mare? Questo è il tentativo di cogliere il punto in cui le identità si sfiorano. Avvicinarsi tanto da perdere la consistenza, solo per essere acqua che scorre.”

 

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