Novità importanti sulla rete autostradale italiana. A partire dallo scorso 7 marzo sono stati attivati, infatti, i Tutor 3.0 su ben 26 tratte autostradali.
Il tutor è una tecnologia impiegata per la sicurezza stradale da Aspi (Autostrade per l’Italia S.p.A), in collaborazione con la Polizia di Stato che gestisce il servizio e programma le attività, e che si differenzia dal tradizionale Autovelox.
Quest’ultimo, infatti, è solito rilevare la velocità istantanea di un autoveicolo, mentre il tutor grazie ad una scansione laser è in grado di rilevare la velocità media con la quale un veicolo ha percorso un tratto autostradale.

Il funzionamento
Il sensore del portale d’ingresso rileva la categoria del veicolo (es. automobile, moto, pullman, camion, etc…) e attiva le telecamere le quali scattano la fotografia e ne registrano data e ora di passaggio. Il sensore del portale successivo esegue le stesse rilevazioni di quello precedente, quindi scattando una nuova foto e registrando data e ora di passaggio.
Un sistema centrale si occupa di combinare le misurazioni di cui sopra, calcolando i tempi di percorrenza di ciascun veicolo: i dati dei veicoli i cui tempi di percorrenza non superano quelli consentiti nella tratta in esame vengono immediatamente eliminati, mentre per i veicoli in violazione il sistema interroga l’archivio della motorizzazione. Rintracciati intestatario e conducente del veicolo, le violazioni sono accertate in seguito dalla polizia stradale e il sistema si attiva per la compilazione e la stampa del verbale, inviando telematicamente i dati per la procedura di notifica al trasgressore.
Il tutor è totalmente indipendente dalla presenza o meno di un telepedaggio a bordo del veicolo.
Al fine di evitare le multe, occorre percorrere il tratto autostradale che vede la presenza del tutor con un’andatura costante che sia al di sotto dei limiti di velocità: velocità massima in autostrada 130 km/h che scende a 110 km/h in caso di pioggia.
Tra le ventisei tratte, quattro sono sulla A14 Bologna-Taranto, tra Pesaro e Rimini Sud in entrambe le direzioni.
Questa nuova tecnologia, introdotta nel 2005, secondo la Polizia ha fatto sì che che si verificasse un cambiamento nella condotta su strada, registrando “un drastico calo dell’incidentalità dovuta alla diminuzione della velocità di picco e di quella media”.
Aspi, sulla stessa linea, rappresenta che: “sulla base degli eccellenti risultati ottenuti in termini di sicurezza stradale, le Associazioni dei consumatori hanno giudicato il Tutor un sistema molto più democratico ed equo dell’autovelox perchè capace di punire i comportamenti sistematicamente pericolosi, incidendo e modificando le abitudini sbagliate perpetrate da chi guida”.