La storia di Alessandro Pometti, 33 anni e Sous Chef di un ristornate 2 stelle Michelin nel Comune di Longiano, è “una storia di vita vera, vissuta, che penso per questo debba essere raccontata oltre al fatto che reputo Cesenatico una bella cittadina e la comunità mi ha aiutato”, inizia il racconto dello chef.

Il tutto ha inizio da un progetto di vita, quello di Alessandro, che dopo anni di esperienza in cucina e viaggi, decide di licenziarsi dall’attuale impiego per aprire partita iva e proporre il suo “home restaurant”. Decide così di apportare alcune modifiche alla propria auto in previsione della vendita che avrebbe fatto ad ottobre: l’incasso avrebbe contribuito a rimpinguare il suo investimento nell’attività futura.

Il soggetto principale del racconto, è proprio la sua auto: “Ho cominciato così a farmi fare qualche preventivo da alcuni concessionari della provincia”, spiega Alessandro.

“Dò quindi seguito al preventivo che avevo scelto ed i lavori di restyling vengono effettuati il 3 marzo. Consegno l’auto alle ore 9 del giorno stesso e mi viene restituita alle ore 13, racconta lo chef .

“Ho proseguito la mia giornata fino a quando alle 19 sono rincasato parcheggiando la mia auto sotto casa: vivo nel quartiere residenziale in via Marmolada anche ridenominato Peep”. E da questo punto in avanti, succede tutto.

“Il giorno dopo sono sceso per andare in palestra e, quando apro le portiere dell’auto con il telecomando, non ne sento il rumore, non vedo l’auto e istintivamente mi metto ad urlare”, racconta Alessandro.

Nelle vicinanze un vicino, in procinto di tagliare il prato che dice di non aver visto nulla. Di lì in avanti, come ben spiega Pometti, si apre il capitolo del tempismo: “Polizia Locale, carabinieri, deposito veicolo rimossi, sono questi i soggetti competenti per il prelievo dell’auto (es. assicurazione scaduta…)”, spiega il sous chef.

Si attivano così le prime ricerche e anche la speranza del ritrovamento dell’auto, quasi nuova e fresca di restyling.

La prima domanda che viene rivolta al ragazzo, da parte dei carabinieri, è dove avesse parcheggiato la propria auto e dove quindi il satellitare segnalava la sua ultima posizione. “Il mio gps indicava che l’auto si trovava sotto casa, ma l’auto non c’era: lì, sono finite le mie speranze per un ritrovamento”, dice Alessandro.

A quel punto, in preda al forte sconforto, “Attesto e confermo la preoccupazione del furto della mia auto, sono le 14.30 del pomeriggio, e chiamo l’assicurazione. Incomincia così la pratica del sinistro e, trascorse 24 ore, ci saremmo aggiornati sulla posizione del mio satellitare. Questo segnava ancora che la mia auto era sotto casa, senza esserci realmente”, prosegue Pometti.

Allo stato dell’arte, dunque, l’auto non è più sotto casa dove era stata parcheggiata, il gps segnala ancora la sua presenza lì, e nella zona – priva di telecamere perchè zona residenziale dove non vi sono attività commerciali – , non ci sono pezzi di vetro sparsi (sintomo di una forzatura all’auto), di manomissioni, nulla…

A questo proposito “Mi è stato spiegato che si può baipassare il problema di non avere la chiave dell’auto senza procedere con la rottura del vetro. Di fronte all’auto, sotto la mascherina, infatti, c’è una scatoletta ‘radar’ che fa da ponte fra la macchina e la chiave. E’ possibile con una chiave ‘vergine’, fare il clone della mia chiave. E’ sufficiente un cacciavite per poi attaccare il cavo della chiave ‘vergine’ al radar e così clonare la chiave che avevo con me”, prosegue Alessandro.

“I carabinieri presso i quali ho sporto denuncia e che sono prontamente intervenuti sul posto, hanno ipotizzato che i malviventi abbiano lavorato durante le ore notturne oltre ad avermi riferito che gli ultimi furti di auto risalgono all’estate 2024 e le auto sono state ritrovate fuori dall’Italia, due in Spagna e due in Albania”.

Auto
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“La comunità di Cesenatico, a partire dai miei colleghi passando per i ragazzi della palestra, mi sono stati tutti di aiuto: con il furgone di questi ultimi, ad esempio, mi è stato possibile fare il trasloco – racconta Alessandro – Quello che infatti mi ha provato più di ogni altra cosa, è stato il fatto di non sentirmi più al sicuro nel luogo nel quale ho abitato per un anno e mezzo e dove non ho mai avuto problemi. I carabinieri hanno ipotizzato che io sia stato seguito”.

Con l’accaduto, senza dubbio spiacevolissimo, il giovane si è trovato anche a riorganizzare i suoi piani da qui sino alla fine dell’anno. “Sono tornato a casa da mia madre e sono prossimo alla partenza in Corsica dove ho trovato un hotel che mi permette di lavorare senza il bisogno di essere munito di auto, rimandando al momento, il progetto iniziale di partita iva”, prosegue Alessandro.

Rivedere in 72 ore i programmi che ci si era fatti, in virtù anche di una disponibilità economica che ci si era programmati prima del fatto, non è mai cosa semplice se si aggiunge, anche, che sono piuttosto ingenti le spese da sostenere nonostante la copertura assicurativa cosiddetta “casco”: “Sono a mio carico le spese per gli adempimenti di tutte le pratiche, quelle del notaio per vidimare la cessione della proprietà e quelli di posta prioritaria per la consegna delle chiavi”, incalza Pometti.

C’è di più: “I carabinieri fra le altre cose mi hanno riferito che questo tipo di truffe accadono principalmente con le auto di lusso. Il caso di un commerciante cesenaticense, con l’auto in leasing, della quale sono stati ritrovati i pezzi, smontati, in Spagna. Qualora si ritrovasse anche la mia, le spese di trasporto sarebbero a mio carico!”, conclude Alessandro. Insomma oltre al danno, la beffa.

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