Il 15 marzo di ogni anno si celebra la “Giornata nazionale del fiocchetto lilla”, l’occasione per sensibilizzare l’opinione pubblica sui disturbi alimentari e promuovere la prevenzione.

La Giornata ricorda, per volontà dei genitori, il decesso di una diciassettenne genovese, Giulia Tavilla, morta il 15 marzo 2011 per le conseguenze della bulimia. Il simbolo del fiocchetto lilla, invece, ha origine in America ed il colore è stato scelto perché combina il blu, simbolo di calma, e il rosso, simbolo di energia e passione: un dualismo che rappresenta la complessità e la conflittualità dei DNA (disturbi della nutrizione e dell’ alimentazione).

Il ministero della salute registra, su oltre 3 milioni di italiani, che sono prevalentemente le giovani donne a soffrire di patologie come anoressia, bulimia, disturbi del comportamento alimentare o da alimentazione incontrollata.

Nel 2023 il servizio sanitario dell’Emilia-Romagna ha preso in cura 2.564 persone per disturbi della nutrizione e dell’alimentazione così ripartiti:  1.651 adulti e 913 minori, con una netta prevalenza del sesso femminile (circa il 95%). La fascia d’età più colpita è quella tra i 14 e i 24 anni. Il 44% dei 1.651 pazienti adulti seguiti dai servizi di Salute mentale ha un’età compresa tra i 18 e i 24 anni, mentre il 67% dei 913 pazienti seguiti dalla Neuropsichiatria dell’infanzia e dell’adolescenza ha tra i 14 e i 17 anni.

Gli assistiti della Neuropsichiatria dell’infanzia e dell’adolescenza nel 2023 sono in lieve aumento rispetto al 2022 (da 910 a 913 assistiti), e quelli della Salute mentale crescono del 12% nella fascia giovanile 18-24 anni. Diminuiscono invece i ricoveri ospedalieri degli assistiti con diagnosi DNA che nel 2023 sono stati 487, in calo del 5,8% rispetto al 2022, anche grazie al potenziamento dei percorsi territoriali strutturati messo in campo dal servizio sanitario regionale.

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La Regione da anni si impegna su questo fronte.

Il servizio sanitario regionale, infatti, garantisce la presa in carico e la cura di queste patologie per le quali la risposta più efficace è il trattamento ambulatoriale potenziato dal lavoro in rete e dall’integrazione con le cure residenziali e ospedaliere dove operano equipe multidisciplinari di professionisti. La Regione, inoltre, ha definito un piano per sostenere i percorsi di cura e per il quale mette a disposizione ogni anno 820mila euro:risorse a cui si aggiungono quelle stanziate dal ministero della Salute. All’Emilia-Romagna sono stati assegnati 1,9 milioni di euro per il biennio 2022-2023 e 751 mila euro per il 2024. Nel triennio sono stati complessivamente impiegati più di 5 milioni.

Gli investimenti hanno consentito di assumere psicologi e dietisti in tutte le Ausl per strutturare le equipe multidisciplinari e di formalizzare il Percorso Diagnostico Terapeutico Assistenziale che garantisce uniformità di accesso e presa in carico dei pazienti, oltre che percorsi appropriati. Le Aziende inoltre sono state messe nelle condizioni di strutturare gli interventi a supporto delle famiglie con trattamenti psicoeducativi di gruppo o individuali per genitori e caregiver.

Sono state altresì estese le terapie basate sulle prove di efficacia di natura medico-nutrizionale, psicologica, psicoterapeutica, psichiatrica e riabilitativa: il tutto senza trascurare la necessità di individuare ulteriori posti letto dedicati per ricovero ospedaliero in urgenza metabolico-nutrizionale secondo gli standard regionali.

L’intero percorso si è svolto con il coinvolgimento ed il supporto del coordinamento autonomo delle associazioni per i DNA dell’Emilia-Romagna e delle società scientifiche.

Le parole di Massimo Fabi, assessore regionale alle Politiche per la salute – “Parliamo di disturbi e malattie che portano a gravi sofferenze organiche e psicologiche e peggiorano la qualità della vita, fino a esiti che possono essere drammatici. Per questo bisogna fare azione di prevenzione, soprattutto tra i giovani, e sensibilizzare le persone che ne sono colpite, che possono sentirsi spaventate o disorientate, affinché chiedano aiuto. Anche i disturbi della nutrizione e dell’alimentazione possono e devono essere diagnosticati precocemente, e curati da equipe multidisciplinari con interventi personalizzati e uniformi su tutto il territorio regionale, ciò che da anni in Emilia-Romagna stiamo facendo. Fondamentale- conclude Fabi- è intercettare il disagio e la sofferenza il prima possibile, soprattutto nei giovanissimi, non sottovalutare i segnali e aumentare la consapevolezza: a questo servono le campagne di comunicazione e giornate come quella del fiocchetto lilla.”

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