Pronti a spostare le lancette avanti di un’ora, se possediamo orologi meccanici, adeguamento automatico, invece, per smartphone e smartwatch: come ogni anno l’ultimo weekend di marzo, alle 2 di notte tra sabato 29 e domenica 30 marzo tornerà l’ora legale.
In sostanza, per una notte, si dormirà un’ora in meno ma il vantaggio è che si beneficerà di un’ora in più di luce la sera per i prossimi sette mesi, sino a quando si tornerà all’ora solare che quest’anno coinciderà con il 26 ottobre.
I sette mesi di ora legale, come riportano i dati di Terna, la società che gestisce la rete elettrica italiana, ha permesso agli italiani di risparmiare 340 milioni di chilowattora di energia e contestualmente di evitare l’emissione di 160 mila tonnellate di anidride carbonica. Complessivamente, dal 2024 al 2024 il risparmio è stato di 2,2 miliardi di euro.

L’obiettivo del risparmio energetico è quello che ci si era prefissi a partire dal 1916, l’anno di introduzione dell’ora legale in molti paesi fra cui anche l’Italia.
Da lì in avanti, il nostro Paese l’ha abolita e ripristinata più volte per poi essere definitivamente adottata nel 1965 cui seguì nel 1996 un’ultima modifica a livello europeo. Da quel momento, il passaggio dall’ora solare a quella legale avviene con tempi e modi comuni tra tutti gli stati dell’Unione Europea.
Questo passaggio, invece, non avviene in paesi quali: Russia, Argentina, India e quasi tutta l’Africa. Solo quattro stati federati su sei usano il passaggio all’ora legale in Australia, dove la scelta è demandata alle amministrazioni.