Era di un 63enne residente a Cesenatico il corpo senza vita rinvenuto nelle prime ore di sabato mattina nelle acque gelide del porto canale di Rimini.

Le sue generalità non sono state rese note perché tra le ipotesi della tragedia c’è anche quella del gesto premeditato. Di lui si sa che non aveva figli e viveva solo dopo la morte della madre.

E proprio sulle cause della morte si stanno concentrando le indagini della polizia di Stato di Rimini che, in queste ore, sta scandagliando la vita dell’uomo per trovare qualche indizio che possa chiarire quello che, ad oggi, viene considerato un vero e proprio giallo.

Bisognerà chiarire, in particolare, se l’uomo sia caduto in acqua accidentalmente o se, invece, abbia deciso di gettarsi volontariamente nelle acque gelide di via Destra del porto.

Sembra invece esclusa l’ipotesi di una spinta da parte di altre persone visto che le immagini riprese dalle telecamere non avrebbero immortalato nessun’altra persona.

Si attendono, a questo proposito, i referti dell’esame tossicologico che dovrà rilevare l’eventuale presenza di alcol nel sangue. In questo caso, infatti, potrebbe prendere quota l’ipotesi dell’inciampo accidentale in un ormeggio del porto.

Non sembrano, invece, esserci dubbi sulle cause del decesso: l’autopsia ha infatti stabilito che la morte è avvenuta per annegamento e choc termico.

L’uomo, arrivato a Rimini con la sua auto, è stato inquadrato l’ultima volta dalle telecamere attorno alle 5 del mattino. Non sono stati rinvenuti biglietti di addio né nell’auto né addosso al cadavere.

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