La sentenza del Tar ligure, che ha respinto la richiesta di proroga automatica delle concessioni avanzate da tre stabilimenti contro la gara indetta dal Comune di Zoagli, scuote il settore balneare in Emilia Romagna. Una regione che ogni anno accoglie oltre 60 milioni di turisti, dei quali quasi il 70% sceglie proprio il mare.
”Sulle concessioni balneari c’è troppa confusione normativa
Matteo GozzoliSindaco di Cesenatico
“La recente sentenza del Tar della Liguria non fa che confermare quello che come amministratori diciamo da tempo – interviene il sindaco di Cesenatico, Matteo Gozzoli – Sulle concessioni balneari c’è troppa confusione normativa. Ora non ci resta che attendere i decreti attuativi che il Ministero delle Infrastrutture dovrebbe adottare entro marzo per definire il calcolo degli indennizzi e dare ai Comuni le regole per definire i bandi di gara. Cesenatico per l’80% produce presenze collegate al turismo balneare e questo clima di incertezza perenne non sta favorendo gli investimenti delle imprese e il miglioramento dei servizi ai turisti. Infine, sugli indennizzi, per il momento, non abbiamo novità anche se la speranza è che gli Enti locali abbiano la possibilità di valorizzare la professionalità dei nostri imprenditori e valorizzare il nostro tessuto fatto di tante piccole e medie imprese e non favorire grandi concentrazioni o monopoli. Entro un mese avremo forse qualche novità”.

Ma facciamo un passo indietro. Infatti tutto nasce il 2 settembre del 2024 quando le gare slittano al 2027, l’ennesimo rinvio della Bolkestein con la proroga alle concessioni balneari. Oggi però, una sentenza del Tar Liguria riguardante uno dei tanti ricorsi contro i Comuni che hanno già indetto le gare smentisce quanto sostenuto dal Governo Meloni.
”C'è accanimento nei confronti dei balneari
Simone BattistoniPres. Coop. Stabilimenti Balneari
“Credo proprio ci sia accanimento nei confronti dei balneari – interviene il presidente della Cooperativa Bagnini di Cesenatico, Simone Battistoni – In realtà il termine del 2027 era un attimo di respiro per i Comuni, non un favore ai bagnini. Adesso vedremo cosa dirà il Consiglio di Stato, nel senso che siamo davanti a una sentenza del Tar, non a una legge. Infatti ci sono Tar che non la pensano allo stesso modo, ad esempio quello pugliese. Però mi preoccupa la situazione generale, siamo alla persecuzione. Questa legge di certo non valorizza le imprese, perchè sì la spiaggia è demaniale, ma l’azienda che abbiamo creato è dei balneari e non l’abbiamo costruita abusivamente, ora qualcuno vuole valorizzarla oppure no? Vedremo come si muoverà il Governo sulla questione“.